giovedì 25 dicembre 2008

MAFIOSITA' POLITICA

Oggi non parlerò di mafia ma di Mafiosità, il comportamento mafioso fatto di scambio di favori, ricatti e diffamazione: la lotta alla Mafia continua ma la Mafiosità purtroppo al momento STA VINCENDO ALLA GRANDE.
Si impone nell’agire quotidiano di persone e istituzioni, può fare della mafia ciò che vuole: ingoiandola e metabolizzandola può dichiararne l’inesistenza, tenerla sotto controllo, oppure riesumarla come pericolo pubblico numero uno.
La Mafiosità ha vinto perché è il nuovo tratto distintivo del carattere nazionale, non più solo siciliano o meridionale, ma dell’Italia intera. Cambiano le forme e le modalità.
La Mafiosità però è devastante, non solo perché non può fare a meno di commettere o far commettere reati, ma anche perché per affermarsi e vincere, e diventare mentalità comune e condivisa, deve distruggere qualunque cosa assomigli all’etica pubblica ( dall'introduzione di Disonorevoli Nostrani di Benny Calasanzio).

MAFIOSITA' POLITICA
La cronaca di questi giorni ha fatto nuovamente emergere come nel nostro Paese quando un uomo politico è indagato, ormai la regola è accusare il magistrato che indaga di essere lui a fare politica. Attacchi e contrasti si ripetono a raffica, diffusi attraverso i più incisivi mezzi di informazione. Finché non incidono negativamente sull'immagine, sulla credibilità, sull'efficienza di chi compie semplicemente un pubblico servizio. Con lo scopo di frenarlo, se non bloccarlo, o quantomeno di svalutare i risultati del proprio lavoro.

Così, anche da parte di chi, citando Berlinguer, continua a prendere in giro le platee delle feste dell'Unità, invece di un recupero della questione morale, frequente è l'invito rivolto alla magistratura a fare un passo indietro.

Questo è solo un esempio di una lunga serie, da cui si può evincere come in gran parte della classe politica, come del resto in gran parte della nostra società, si rafforza la tendenza ad essere severi, spietati con gli altri, per invocare sempre più clemenza per noi. Trionfano l'egoismo, l'individualismo esasperato, l'interesse particolare e privato che prevale su quello generale e pubblico: ecco l'Italia delle illegalità e delle mafie.
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