sabato 20 dicembre 2008

pubblicato da eaglette il 3 Novembre 2008
PIO LA TORRE, MIO NONNO UCCISO UNA SECONDA VOLTA
scritto da Marco La torre
Pio La Torre era mio nonno. Avevo tre anni quando é stato ucciso, e sono 26 anni che mi chiedo come sarebbe stato parlare, vivere e confrontarmi con lui. Mi sono convinto che l´esempio ed il modello che lui ha dato morendo fossero la ricompensa della privazione che ho avuto. Ora sono un medico di 29 anni e mi sento derubato anche di questo.
Scrivo ora, a piú di un mese dalla dichiarazione del Sindaco Giuseppe Alfano di cancellare l´intitolazione dell´aeroporto di Comiso a Pio La Torre, perché ho voluto che le riflessioni che oggi rivolgo, fossero private, di quel giusto, ma poco costruttivo, contenuto di ira e frustrante indignazione di cui all´indomani dell´accaduto erano piene.
Scrivo ora, perché quel gusto amaro di delusione e sconforto continua a riempire la mia testa e la mia gola. Mio nonno non era solo un esponente del Partito Comunista siciliano, era un italiano con il piú profondo senso dello Stato. Le sue battaglie e il sacrificio ultimo della sua vita, non appartengono a nessuno e sono di tutti. Si batté contro la Mafia e contro quella politica che ne permetteva l´esistenza, e contro una collusione ancora oggi lungi dall´essere sconfitta.
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